Concordo. Il punto non è più difendere gelosamente ciò che la macchina può fare al nostro posto, ma capire che cosa significhi pensare quando anche il medium comincia a pensare. Forse l’umano resta precisamente nell’interruzione: scegliere la domanda, mettere in crisi ciò che appare ovvio, assumersi la responsabilità del senso. Non semplicemente calcolare una risposta, ma decidere che cosa meriti ancora di essere interrogato.
Concordo. Il punto non è più difendere gelosamente ciò che la macchina può fare al nostro posto, ma capire che cosa significhi pensare quando anche il medium comincia a pensare. Forse l’umano resta precisamente nell’interruzione: scegliere la domanda, mettere in crisi ciò che appare ovvio, assumersi la responsabilità del senso. Non semplicemente calcolare una risposta, ma decidere che cosa meriti ancora di essere interrogato.
Su questo ho provato a ragionare qui:
https://francescomonico.substack.com/p/che-cosa-significa-pensare-quando