Cari post-umani,
in queste settimane d’autunno nei laghi succede una cosa che non vediamo. L’acqua di superficie si raffredda, diventa più pesante e scende verso il fondo, mentre quella più tiepida risale a prenderne il posto. Chi studia i laghi lo chiama rimescolamento autunnale: è il modo in cui un lago si prepara all’inverno. Dietro c’è un’anomalia dell’acqua che vorrei raccontarvi, perché aggiunge alla metafora del cambio di stato, quella che uso dall’inizio di queste lettere, un pezzo che finora mancava.
Quasi tutte le sostanze, quando si raffreddano, si restringono e diventano più pesanti. Il loro stato solido è più denso di quello liquido e va a fondo: il ferro che si solidifica affonda nel ferro fuso, la cera che si rapprende scende verso il fondo del recipiente. L’acqua fa eccezione. Raffreddandosi diventa più densa fino a circa quattro gradi, e sotto quella soglia comincia a dilatarsi. Quando gela, le sue molecole si sistemano in un reticolo esagonale tenuto insieme dai legami a idrogeno, una struttura ordinata che lascia più spazio vuoto del liquido. Il ghiaccio pesa circa il nove per cento in meno dell’acqua da cui nasce, ed è per questo che galleggia.
È un’anomalia, e da questa anomalia dipende quasi tutto ciò che vive in un lago d’inverno. Il rimescolamento continua finché l’intera colonna d’acqua, dalla superficie al fondo, si porta intorno ai quattro gradi. Da quel momento il meccanismo si inverte. L’acqua che continua a raffreddarsi diventa più leggera e resta in alto, e la superficie gela da sola. Si forma una lastra che fa da coperchio e isola dal freddo tutto il resto. Sul fondo l’acqua rimane a quattro gradi per l’intero inverno: i pesci rallentano, le piante aspettano, e in primavera il lago riprende.
Se l’acqua si comportasse come quasi tutte le altre sostanze, il ghiaccio andrebbe a fondo. I laghi gelerebbero dal basso verso l’alto, uno strato dopo l’altro, e molti di quelli che conosciamo diventerebbero d’inverno blocchi compatti in cui niente sopravvive. La vita ha attraversato le stagioni fredde del pianeta anche grazie a questa stranezza.
Chi va sott’acqua conosce quella quiete. Scendendo in un lago, a un certo punto la temperatura smette di cambiare e si entra in un’acqua ferma, sempre uguale a se stessa, che non sente il vento e le stagioni della superficie.
Nel libro e in queste lettere ho descritto il cambio di stato come qualcosa che accade alla superficie della nostra civiltà: i mestieri, le istituzioni, il modo in cui impariamo e decidiamo. Ad agosto, chiudendo il viaggio dentro il libro, vi scrivevo che possiamo partecipare al disegno del cristallo mentre si forma. Il lago aggiunge una cosa che allora non avevo detto. Lo stesso ghiaccio che trasforma la superficie, se si forma nel modo giusto, protegge quello che sta sotto. La trasformazione e la protezione possono essere un unico evento.
A patto, però, che si rispetti l’ordine delle cose. Prima che la superficie geli, il lago si rimescola tutto, e l’acqua del fondo e quella di superficie si scambiano di posto finché arrivano alla stessa temperatura. Solo dopo il ghiaccio si chiude. A maggio papa Leone XIV, nella sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, ha scritto che nel tempo dell’intelligenza artificiale abbiamo il dovere di «custodire quella magnifica umanità», e ha dedicato pagine intere ai limiti e alla fragilità come parte di ciò che siamo. Condivido molto di quella preoccupazione, e sul rischio ho una lettura diversa. Temo meno che siano i più deboli a pagare il prezzo dell’ottimizzazione, e di più che il potere si concentri ancora più in alto, su chi oggi è già forte. È quello che succede quando il ghiaccio si chiude senza rimescolamento: chi sta in superficie decide per chi sta sul fondo.
Che cosa sta, nelle nostre vite, a quattro gradi? Quest’anno molti paesi hanno provato a proteggere almeno una parte del fondo per legge, quella che riguarda i ragazzi. L’Australia dal dicembre 2025 vieta i principali social network ai minori di sedici anni. In Europa il Portogallo a febbraio ha limitato l’accesso libero sotto i sedici anni, il Senato francese a fine marzo ha votato per bloccarlo sotto i quindici, e il Parlamento europeo chiede un’età minima di sedici anni per tutta l’Unione. Un passante intervistato a Londra da Euronews ha riassunto lo scetticismo di molti: i ragazzi troveranno un modo, basta una VPN. Capisco l’intenzione e capisco il dubbio. Un coperchio messo a mano tiene finché qualcuno non trova come sollevarlo, mentre il ghiaccio del lago regge perché nasce dalla struttura stessa dell’acqua. Credo che la protezione che dura nasca allo stesso modo, da quello che costruiamo con i ragazzi giorno per giorno: il tempo passato insieme, la scuola, la fiducia. I divieti possono servire a guadagnare il tempo per costruirlo.
Anche le storie che ci siamo raccontati in questi mesi parlano del fondo. A settembre vi scrivevo del file con il mio DNA chiuso in un cassetto, e della libertà di decidere che cosa vogliamo sapere di noi. A Torino un ragazzo mi ha chiesto che cosa ci spingerà ancora a scegliere e a rischiare, se a vent’anni avremo davanti altri centotrent’anni di vita. Galton e il suo bue ci hanno ricordato che decidere insieme resta il nostro modo di essere un «noi», anche quando una macchina trova la risposta giusta prima di noi. Sono cose diverse, e stanno tutte sotto il livello in cui si misurano velocità e prestazioni: le relazioni, il tempo che dedichiamo a chi amiamo, la fiducia, le domande che ci facciamo da soli.
Nel libro chiamo principio di conservazione dell’imperfezione l’idea che la lentezza, il dubbio, l’errore e il limite siano qualità da custodire di proposito, anche quando la tecnologia ci permetterebbe di eliminarli. L’acqua a quattro gradi è l’immagine più precisa che ho trovato per spiegarlo. La regola generale dice che il freddo rende tutto più pesante e più compatto, e l’acqua la infrange. In quella piccola irregolarità della fisica sta la ragione per cui un lago d’inverno è ancora vivo. Anche le nostre irregolarità, quelle che una macchina considererebbe inefficienze, potrebbero essere ciò che ci tiene vivi mentre la superficie cambia forma.
Quando quest’inverno vedremo un lago gelato, pensiamo a quello che c’è sotto, a quattro gradi, in attesa della primavera. E chiediamoci dove sta il vostro fondo, e come proteggerlo.
Davide
Fonti principali
La densità massima dell’acqua intorno ai 4 °C, la struttura del ghiaccio e i legami a idrogeno: Encyclopaedia Britannica, Water
Perché i laghi gelano dalla superficie e il fondo resta a circa 4 °C: West Texas A&M University, Science Questions with Surprising Answers
Il rimescolamento autunnale di laghi e stagni: Missouri Department of Conservation, Pond Turnover
Leone XIV, enciclica Magnifica Humanitas (25 maggio 2026): La Voce di New York, Avvenire
I divieti dei social ai minori in Australia, Portogallo, Francia e la proposta del Parlamento europeo: Euronews, 3 aprile 2026, Eunews


